Fernand Braudel Center, Binghamton University
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184, 1 maggio 2006
Gli Stati Uniti e la Cina: cauti rivali
Il presidente della repubblica popolare cinese Hu Jintao ha appena completato
una visita negli Stati Uniti. Prima che venisse, il presidente Bush ha
dichiarato che i due paesi avevano rapporti “complicati”. Per una volta, Bush
aveva ragione.
Il presidente Hu ha fatto tre
fermate principali: Seattle, Washington, e New Haven. La scelta dei luoghi da
visitare illustra bene la natura dei rapporti storici fra gli Stati Uniti e la
Cina. La fermata a New Haven, per visitare l’università di Yale, è stata un
omaggio ai più antichi legami fra i due paesi. I primi americani a visitare la
Cina furono i mercanti del New England e i loro clipper, in cerca di commerci. Il
New England inviò anche missionari – sia religiosi sia medici. Nel 1835 Peter
Parker, un laureato dello Yale College e della Yale Medical School, aprì a
Canton (oggi Guangzhou) la Ophthalmic Infirmary, il primo ospedale cinese di
tipo occidentale. Due decenni più tardi, nel 1854, Yung Wing divenne il primo
cinese a laurearsi in un’università americana. Era stato inviato a Yale da una
società missionaria con sede a Hong Kong. Da allora Yale ha coltivato un
particolare interesse per la Cina.
Visitando New Haven, il
presidente Hu stava riconoscendo questa storia. Ma la Cina non riceve più missionari
americani – religiosi o medici. Adesso pratica scambi di dottorandi e
specializzandi con Yale e altre istituzioni in tutto il mondo. Il passato,
comunque lo si valuti, è il passato.
Il presente era rappresentato
dalla visita a Washington. Dovremmo osservare vari piccoli dettagli relativi a
questa visita. Prima di tutto, non era una visita di stato, cosa che il
presidente Hu avrebbe voluto – un piccolo ma significativo rifiuto da parte di
Bush. In secondo luogo, il presidente Hu non ha visitato Crawford, in Texas,
cosa che il presidente Bush avrebbe voluto. Immagino che Bush volesse guardare
negli occhi Hu (come dice di aver fatto con Putin a Crawford) e decidere se
fosse degno di fiducia o no. Bush ha dovuto rinunciare a questa possibilità. È
stato un piccolo ma significativo rifiuto da parte di Hu.
L’incontro a Washington
riguardava un programma di cose che Bush voleva da Hu: prima di tutto, appoggio
per un’azione forte sullo sviluppo nucleare in Iran e in Corea del nord; in
secondo luogo, varie misure economiche che potrebbero ridurre il deficit
commerciale degli USA con la Cina; in terzo luogo, un po’ di clemenza verso
vari prigionieri politici in Cina. Tutto quello che Hu voleva in particolare
era qualche garanzia che gli Stati Uniti avrebbero sanzionato in qualche modo
Taiwan se questa dovesse dichiarare l’indipendenza.
Il risultato è stato uno zero a
zero. Bush praticamente non ha ottenuto nulla da Hu, e Hu in cambio non ha
ottenuto nulla da Bush. Tutto ciò si è svolto in modo educato ma fermo. Ovviamente
nessuna delle due parti voleva fare o dire qualcosa che avrebbe trasformato
rapporti “complicati” in rapporti ostili, malgrado il fatto che ciascuno dei
due leader subisse pressioni interne per muoversi in questa direzione.
Dietro questa cauta rivalità per
ciascuna delle due parti vi sono alcuni ipotesi a medio termine. Il governo
degli USA vede la Cina come una potenza “emergente” – di importanza crescente
nelle sfere economica, politica e militare. Lo sviluppo economico gli piace,
vedendo la Cina come un importante partner commerciale, è in dubbio sulla
crescente forza politica, e teme la crescente forza militare. Sta puntando,
penso, sulla previsione che il ruolo economico neutralizzerà il ruolo militare
e che nei prossimi vent’anni il partito comunista cinese diminuirà quanto a
influenza (o perfino scomparirà del tutto).
Anche la Cina ha una scommessa
sul futuro: vede gli Stati Uniti come un gigante in declino – declino
economico, declino politico, e declino militare. Crede di non dover provocare il gigante nel presente, e aspetta
semplicemente il suo momento, così che fra vent’anni, quando la stella degli
USA si sarà affievolita, la sua splenderà brillantemente.
Questo ci porta alla terza
fermata del viaggio – Seattle. Seattle è la sede delle due maggiori industrie
americane per le quali la Cina conserva un grande interesse – Microsoft e
Boeing. Senza dubbio i cinesi pensano che un giorno supereranno entrambe. Ma
per il momento, hanno bisogno dei loro prodotti e della loro competenza
tecnica. Così la Cina le sta coltivando (ha appena annunciato che acquisterà
150 aerei Boeing) e naturalmente loro stanno coltivando la Cina. Anzi, tali
industrie costituiscono il maggior appoggio politico negli Stati Uniti per il
mantenimento dei legami con la Cina contro i falchi ideologici che vogliono
proclamare apertamente la Cina un nemico, ora e senza aspettare il futuro.
In termini di stile politico, la
Cina è sempre stata la terra dell’orizzonte lungo e quindi della pazienza. Gli
Stati Uniti sono sempre stati la terra del progresso urgente e quindi
dell’impazienza. Vedremo quale stile è più adatto alla nostra era.
Immanuel Wallerstein
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